Studio QSA – Consulenza e Servizi alle Imprese – Teramo
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Valutazione dei rischi

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Valutazione dei Rischi

Il nostro intervento relativo alla redazione del documento di valutazione dei rischi comprende tre diversi livelli di approfondimento :

  • analisi delle strutture
  • analisi delle mansioni
  • analisi della documentazione esistente

I sopralluoghi vengono condotti con il supporto di una serie di check-up che permettono l’individuazione dei rischi classificati nel rispetto  delle buone prassi :

  • rischi infortunistici (prevenzione dagli infortuni sul lavoro)
  • rischi per la salute e igienistici (prevenzione dalle malattie professionali)
  • rischi ergonomici e organizzativi

Il documento sulla valutazione dei rischi aziendali è un insieme di adempimenti che il datore di lavoro deve rispettare. Tali adempimenti comportano la realizzazione di determinati documenti specifici con i quali si analizza la situazione esistente e si rivelano i punti deboli, che saranno poi da rivedere e ripensare per eliminare o ridurre al minimo il rischio evidenziato.

La programmazione degli interventi costituisce quindi parte integrante delle attività di prevenzione individuanrdo ed indicando, le priorità e le tempistiche di intervento.
A seguito dell’attività analitica si potrà procedere con un’adeguata progettazione e programmazione dell’ informazione e formazione dei lavoratori, che, come previsto dagli art. 36 e 37 del D. Lgs. 81/08, partecipano alla gestione del comparto “sicurezza” aziendale.

Per spazio confinato si intende un qualsiasi ambiente limitato, in cui il pericolo di morte o di infortunio grave è molto elevato, a causa della presenza di sostanze o condizioni di pericolo (ad es. mancanza di ossigeno).

Alcune tipologie di spazio confinato sono facilmente identificabili per la presenza di aperture di dimensioni ridotte, come nel caso di :
– serbatoi;
– silos;
– recipienti adibiti a reattori;
– sistemi di drenaggio chiusi;
– reti fognarie.
Altri tipi di spazi confinati, non altrettanto facili da identificare ma ugualmente pericolosi, potrebbero essere :
– cisterne aperte;
– vasche;
– camere di combustione all’interno di forni;
– tubazioni;
– ambienti con ventilazione insufficiente o assente.
Sulla G.U. n. 260 del 08/11/2011 è stato pubblicato il D.P.R. n.177 che contiene il Regolamento per la sicurezza negli ambienti sospetti di inquinamento o confinati. Il Provvedimento individua i requisiti che devono possedere le imprese per poter operare in ambienti sospetti di inquinamento o confinati.
A tal fine, risulta necessario che:
– siano integralmente osservate tutte le disposizioni in materia di valutazione dei rischi, sorveglianza sanitaria e misure di gestione delle emergenze;-
– sia impiegato personale, in percentuale non inferiore al 30 per cento della forza lavoro, con esperienza almeno triennale relativa a lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati;
– siano effettuate le attività di informazione e formazione di tutto il personale;
– siano consegnati i dispositivi di protezione individuale, strumentazione e attrezzature di lavoro idonei alla prevenzione dei rischi propri delle attività lavorative in ambienti sospetti di inquinamento o confinati;
– siano effettuate le attività di addestramento di tutto il personale impiegato per le attività lavorative in ambienti sospetti di inquinamento o confinati;
– siano rispettate le vigenti previsioni, ove applicabili, in materia di Documento Unico di Regolarità Contributiva;
– sia integralmente applicata la parte economica e normativa della contrattazione collettiva di settore.

Si definisce “microclima” il complesso dei parametri fisici ambientali che caratterizzano l’ambiente locale, non necessariamente confinato, e che determinano gli scambi termici fra l’ambiente stesso e gli individui che vi operano. I fattori microclimatici ambientali, unitamente all’intensità dell’impegno fisico svolto, condizionano nell’uomo al lavoro una serie di risposte biologiche graduate che vanno da sensazioni di benessere termoigrometrico a sensazioni di disagio (discomfort termico) a vero e proprio impegno termoregolatorio (sudorazione più o meno accentuata), a sindromi patologiche (stress da calore).
Nella generalità dei luoghi di lavoro l’attività metabolica è strettamente associata al compito lavorativo, per questo motivo si definiscono “moderati” tutti i luoghi di lavoro nei quali non esistono specifiche esigenze produttive che, vincolando uno o più degli altri principali parametri microclimatici, impediscano il raggiungimento del confort.
Un microclima confortevole è quello che suscita nella maggioranza degli individui presenti una sensazione di soddisfazione per l’ambiente, da un punto di vista termoigrometrico, convenzionalmente identificata col termine “benessere termoigrometrico”.

Il metodo NIOSH è il metodo universalmente impiegato per valutare il rischio di danni dorso-lombari in soggetti addetti alla movimentazione manuale dei carichi. Il modello è in grado di determinare, per le azioni di sollevamento o abbassamento di carichi, il cosiddetto RWL (Recommended Weight Limit) o “Peso limite raccomandato” attraverso un’equazione che, partendo da un peso massimo sollevabile in condizioni ideali, considera diversi fattori quali :

  • la geometria del sollevamento
  • le condizioni di presa,
  • la frequenza di sollevamento.

Il D. Lgs. 81/2008, integrato dal D. Lgs. 106/2009, al titolo VI disciplina l’attività lavorativa comportante la movimentazione manuale di carichi e stabilisce gli obblighi per il datore di lavoro (valutazione del rischio, sorveglianza sanitaria, formazione ed informazione). In particolare, all’art. 168 comma 3, riporta : “Le norme tecniche costituiscono criteri di riferimento per le finalità del presente articolo e dell’allegato XXXIII, ove applicabili. Negli altri casi si può fare riferimento alle buone prassi e alle linee guida.”. L’allegato XXXIII, al punto 4 riporta : “Le norme tecniche della serie ISO 11228 (parti 1-2-3) relative alle attività di movimentazione manuale (sollevamento, trasporto, traino, spinta, movimentazione di carichi leggeri ad alta frequenza) sono da considerarsi tra quelle previste all’articolo 168, comma 3.”.
Studio QSA ed i suoi Tecnici sono in grado di affiancare i Datori di lavoro nella redazione delle diverse valutazioni dei rischi da movimentazione manuale dei carichi quali :

  • Operazioni di sollevamento e trasporto (UNI ISO 11228-1:2009)
  • Operazioni di spinta e traino (UNI ISO 11228-2:2009 , Snook e Ciriello)
  • Operazioni di movimentazione di bassi carichi ad alta frequenza (movimenti ripetuti) (UNI ISO 11228-3:2009)
  • Operazioni di movimentazione e assistenza pazienti ospedalizzati (metodo MAPO)

Il Piano Operativo di Sicurezza (P.O.S.) è il documento che un datore di lavoro deve redigere prima di iniziare le attività operative in un cantiere esterno. Il P.O.S. rappresenta il dettaglio della Valutazione dei rischi già prevista dall’art. 4 del D.Lgs. 626/94, ora abrogato e sostituito dal Testo unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro approvato con decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modifiche, articoli 17 e 28, per le attività che si prevede di eseguire in un cantiere edile.

Il Documento di Valutazione dei rischi da incendio prevede l’analisi dei luoghi di lavoro, i fattori di pericolo, le persone esposte, la valutazione dell’entità dei rischi, il livello di rischio e le misure di prevenzione e protezione.
Per valutare i rischi d’incendio è necessario effettuare l’analisi dei luoghi di lavoro, tenendo conto in particolare :

  • del tipo di attività;
  • delle sostanze e dei materiali utilizzati e/o depositati;
  • delle caratteristiche costruttive, dimensionali e distributive dei luoghi di lavoro (strutture, aree di piano, superfici totali, coperture ecc.);
  • del numero massimo ipotizzabile delle persone che possono essere presenti contemporaneamente nei luoghi di lavoro.

 

L’obiettivo dell’analisi è di :

  • determinare i fattori di pericolo d’incendio;
  • identificare le persone esposte al rischio d’incendio;
  • valutare l’entità dei rischi accertati;
  • individuare le misure di prevenzione e protezione;
  • programmare le misure antincendio, ritenute più opportune.

Valutazioni dei rischi derivanti dall’esposizione ad agenti fisici

  • Rischi di esposizione al rumore
  • Rischi di esposizione a vibrazioni (sistema mano braccio (HAV) e corpo intero (WBV))
  • Rischi di esposizione a campi elettromagnetici
  • Rischi di esposizione a radiazioni ottiche artificiali (ROA)

Valutazioni dei rischi derivanti dalla presenza di sostanze pericolose

  • Rischi derivanti dalla presenza di agenti chimici
  • Rischi derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni e mutageni
  • Rischi derivanti dall’esposizione all’amianto
“Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento…elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o…ridurre al minimo i rischi da interferenze. Tale documento è allegato al contratto di appalto o di opera”. In ottemperanza dell’art. 26 del D. Lgs. 81/08, devono essere predisposte misure per la cooperazione e il coordinamento per la sicurezza e la salute dei lavoratori, quando siano affidati lavori, servizi o forniture ad imprese o a lavoratori autonomi (contratto di appalto, contratto d’opera, contratto di somministrazione escluse le attività normate dal Titolo IV “Cantieri temporanei o mobili”) all’interno dell’Azienda. Poiché i lavori possono essere di tipologia ed entità molto variabile, è necessario definire, di volta in volta, per le singole attività oggetto di contratto, specifici atti per il coordinamento. In tal senso è fondamentale il ruolo del Committente per la predisposizione delle misure di prevenzione e protezione specifiche atte ad eliminare, ovvero ridurre i rischi dovuti alle interferenze posti in essere dai lavori affidati. Il Datore di lavoro Committente deve quindi redigere il Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenti.

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