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Resto al Sud, pubblicato il decreto attuativo che amplia la platea dei beneficiari: via libera a professionisti e under 46

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26
Nov
Resto al Sud, pubblicato il decreto attuativo che amplia la platea dei beneficiari: via libera a professionisti e under 46

E’ stato finalmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale (la 275 del 23-11-2019) l’attesissimo Decreto che disciplina l’ampliamento della platea di destinatari dell’incentivo Resto al Sud: è il Decreto 5 agosto 2019, n. 134 recante “Modifiche al regolamento 9 novembre 2017, n. 174. concernente la misura incentivante «Resto al Sud», di cui all’articolo 1 del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2017, n. 123. (19G00143)”

Il provvedimento entrerà in vigore a partire dal prossimo 8 dicembre, data dalla quale Invitalia, Soggetto gestore della Misura, aprirà di fatto anche ai nuovi destinatari la piattaforma per la presentazione delle domande.  La misura, infatti, è stata finora appannaggio delle sole imprese, ma con la manovra 2019 è stata estesa ai professionisti ed è stata elevata a 45 anni la soglia di età massima stabilita come requisito di accesso.

A circa un anno dalla legge di Bilancio che ha introdotto l’ampliamento della platea dei beneficiari, dunque, l’incentivo volto al sostegno di nuove attività imprenditoriali e libero-professionali da avviare nelle regioni del Mezzogiorno, diventa accessibile anche ai liberi professionisti e agli under 46.

Le domande vengono esaminate, come sempre, a sportello, senza graduatorie in base all’ordine cronologico di arrivo e fino ad esaurimento delle risorse, che per il 2019 ammontano a 462 milioni di euro. Invitalia valuta la sostenibilità tecnico-economica del progetto entro 60 giorni dalla presentazione dell’istanza (tempi sospesi in caso di richiesta di integrazioni).

Facciamo un breve ripasso della misura Resto al Sud.

L’incentivo è riservato ai residenti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia o a coloro che vi si trasferiscono entro sessanta giorni, o entro centoventi giorni se residenti all’estero, dalla comunicazione del positivo esito dell’istruttoria.

L’agevolazione consiste in un finanziamento, fino a 50mila euro, per la creazione di nuove attività (fino a 200mila euro in caso di società). Copre i costi per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili, per l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici e per le principali voci di spesa utili all’avvio dell’attività.

Una parte del finanziamento è a fondo perduto e copre il 35 per cento dell’investimento. La restante è demandata ad un finanziamento bancario, un prestito a tasso zero e va rimborsato entro otto anni dalla concessione del finanziamento, di cui i primi due anni di pre-ammortamento. Il prestito è garantito dal Fondo di Garanzia per le Pmi, i cui interessi sono interamente coperti da un contributo in conto interessi.

Per accedere all’incentivo, nei dodici mesi che precedono la richiesta di agevolazione, i professionisti non devono essere stati titolari di partita Iva per un’attività analoga a quella per la quale si richiede il finanziamento.

Nel dettaglio, per lo svolgimento di attività libero-professionali – si legge nel nuovo decreto attuativo – non bisogna «essere titolari di partita Iva per l’esercizio di un’attività analoga a quella proposta nei dodici mesi precedenti la presentazione della domanda di agevolazione. In particolare, non possono presentare istanza i soggetti che risultano essere titolari, nei dodici mesi precedenti la presentazione della domanda, di partita Iva associata ad un codice Ateco identico, fino alla terza cifra di classificazione delle attività economiche, a quello corrispondente all’attività oggetto di domanda di ammissione alle agevolazioni».

Inoltre, possono accedere all’incentivo coloro che hanno beneficiato, nell’ultimo triennio, a decorrere dalla data di presentazione della domanda, di ulteriori misure a livello nazionale a favore dell’autoimprenditorialità.

E ancora: il beneficiario, a pena di decadenza, non deve risultare titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Per le attività libero-professionali svolte in forma individuale, non è necessario costituire società ma sono richieste unicamente la partita Iva e l’iscrizione all’ordine professionale.

In caso di società tra professionisti, queste possono essere costituite anche da soci che non abbiano i requisiti di età, «a condizione che la presenza di tali soggetti nella compagine societaria non sia superiore ad un terzo, e che gli stessi non abbiano rapporti di parentela fino al quarto grado con alcuno degli altri soggetti richiedenti».

Per ulteriori informazioni: amministrazione@studioqsa.com – Cristina 339/4621360 – Vincenzo 347/0000749


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